giovedì 30 luglio 2009

Prima di salutarci

Prima di salutarci, essì perché io adesso vado un po' in vacanza, se non vi dispiace, ci tenevo a raccogliere a futura memoria i nomi-esempio di Filippo il Mulo. Stanno diventando per me una chicca quotidiana. Grazie Fili', sei uno dei miei comici preferiti di sempre (?).

Gianrossano Sciolini
Gianferdinando Colica
Gianmarc Cohn
Gianserpico Sputnik
Giancesare Cremonini
Gianippolito Diotifulmini
Sant Jessicah Teutonica
Ildebrando Pappabuona
Giangraziano Pozzineri
Giantibaldo Zampironi
Giandeborah Darlavia
Evelinda Marzepani

Una pregunta: ma ce l'hai, per caso, con qualcuno che si chiama Gian? Sì?! Anche io, sai?!

p.s. questo mitico captchzionario potrebbe anche tirare giù il bandone, ormai, non trovate? Oltretutto con io e Mykdee che lo stiamo apertamente boicottando...

mercoledì 29 luglio 2009

La nostra gita preferita

Il treno da La Spezia ci mette pochissimo ad arrivare a Riomaggiore. Si viaggia circa un quarto d'ora in campagna, poi si attraversa una galleria e improvvisamente il mare è a strapiombo sulla nostra sinistra, la montagna altissima sulla destra.
Il treno arriva a Riomaggiore ma noi proseguiamo, perché a Riomaggiore c'è una spiaggia di enormi ciottoli che è troppo scomoda sia per camminare che per stendersi.

Scendiamo due minuti dopo nella nostra località preferita: Manarola, già ribattezzata The Pool. La marina di Manarola consiste di uno scivolo in cemento armato per le barchette, che viene giù ripidissimo tra due scogli altissimi. Dalla terrazza panoramica si vedono i due scogli che formano uno spazio protetto, dove l'acqua è subito profonda, che a noi appunto assomiglia a una piscina. Sugli scogli ci sono vari punti per stendersi, e per tuffarsi, comunque noi appoggiamo i teli sullo scivolo e andiamo subito in acqua, provvisti di occhialini. Scatta la ricerca del pesce inedito.


Dopo il primo bagno prendiamo le nostre cose e, camminando sul sentiero che collega Manarola a Corniglia, andiamo a Manarola B, come l'abbiamo rinominata. Lì ci sono ancora lo scivolo per le barchette e dei gradoni di cemento con tanto di ringhiere, che formano due terrazze. Infine c'è un minuscolo molo da cui tuffarsi, dove l'acqua è già molto alta. Qui il mare è più basso e più soleggiato, l'acqua è più calda, il fondale però è meno vario. A nuoto sembra di poter arrivare alla spiaggia di Guvano, dove dice ci siano i nudisti. A metà strada, però, cambiamo idea. Forse per paura dei nudisti?

Ripartiamo col treno e in 4 minuti arriviamo a Corniglia.
Un miniautobus scalcinato ci aspetta per portarci in paese, che dista dalla stazione un km di salita. Su questo autobus siamo gli unici italiani, oltre a due veneziani di Mestre. Gli altri sono americani, tedeschi e giapponesi. La stradina per arrivare in paese è molto panoramica, il mare luccica giù in basso, poi le solite immagini da greetings from Italy: bouganvillee, panni stesi, gatti al sole, motorini ormai antichi.
Scendiamo in piazzetta e ci avviamo subito alla marina. Il paese è piccolissimo e ombroso, pieno di stradine tortuose, il mare si vede a fatica. Il paese è sulla cima di un promontorio, e per arrivare alla marina c'è da fare un sentiero in discesa: per l'esattezza, si contano 377 scalini.

Arriviamo già col presentimento della fatica che faremo a risalire, ma subito ce ne dimentichiamo: il mare qui è incantevole, una ampia baia chiusa da montagne altissime, scogli larghi e piatti vicino all'acqua, e il solito molo in cemento da cui tuffarsi. Ci tuffiamo dal molo e attraversiamo a nuoto l'insenatura, fino alla riva coi ciottoli. Ci fermiamo a sedere sulla riva, c'è proprio un sasso a due posti che fa al caso nostro. Ripartiamo alla ricerca del pesce inedito, ma in realtà, dopo la prima visita alle Cinque Terre, diventa sempre più difficile trovare l'inedito.
Ci fermiamo a prendere il sole sul molo, giusto il tempo di riposarci dalla nuotata. Poi ci facciamo la doccia e, ancora gocciolanti e coi vestiti nella borsa, ripartiamo su quei fatidici 377 scalini: in 10 minuti ritorniamo alla piazzetta, senza aver sudato ma completamente asciutti.

Riprendiamo il minibus. Dal finestrino vedo un panorama che ha qualcosa di eterno, di assoluto: il sole molto alto conferisce al mare una apparenza di profondità estrema, mi sembra di guardare l'oceano. Mi fa venire voglia di mettere le ali per poter scendere giù a dritto dallo strapiombo fino al mezzo di quel luccichìo. Improvvisamente voglio tornare indietro, rimanere qui un mese intero.

Ale che ne dici se dopodomani torniamo?

venerdì 24 luglio 2009

Ricetta pastasciutta alla Carbonara

Note: classica ricetta, ma ne esistono varie versioni. Questa ovviamente è la migliore. Per 2 persone.

Tritate mezza cipolla o meglio 2 scalogni e soffriggete in olio d’oliva in una padella, aggiungete 1 salsiccia spellata (oppure due cucchiaiate di dadini di pancetta affumicata) e schiacciatela con la forchetta perché si riduca in briciole mentre soffrigge.
Nel frattempo cuocete 160 grammi di pasta in acqua salata a bollore. Scolate gli spaghetti, buttateli in padella dove avrete nel frattempo sbattuto 1 uovo, e mescolate nella padella ancora calda ma a fuoco spento. Aggiungete abbondante parmigiano grattugiato. Buon Appetito!

mercoledì 22 luglio 2009

Ancora a proposito di felicità (cfr. Appunti di Sutura)

Nel cd che ho aperto oggi per caso c'erano delle foto. Queste foto sono state scattate dal capofamiglia di una famiglia che non è la mia, un inverno di molti anni fa, quando la sua famiglia ha vissuto due eventi eccezionali in contemporanea: il trasloco nella nuova grande casa in collina e la prima nevicata ivi verificatasi dopo il trasloco.

Ci sono molte foto che ritraggono personaggi divertiti sotto la neve, uomini e donne intabarrati che indicano il cartello della località ("hai visto che quassù nevica?!", come a dire), alberi stecchiti bianchi e neri, la chiesetta avvolta nella nebbia, la valle sotto dove la neve non è arrivata, e poi ci sono le foto dentro casa. La mamma che prepara la torta, la nonna con il cane, i figli in posa con la mamma, il capofamiglia che accende il caminetto, il primo caminetto posseduto da quella famiglia. La casa è già abbastanza arredata, molti dei mobili sono nuovi, alcuni buchi vuoti verranno presto riempiti, i lampadari però mancano ancora tutti. Fuori fa freddo ma è un freddo nuovo, bello, emozionante; in casa si sta bene, si sta in compagnia, si fanno cose insieme, si ride, si è felici per la nuova casa.
Ho fatto un sogno, mentre guardavo queste foto. In questo sogno mi sono ricordata perché mi piace tanto l'inverno, perché mi piacevano tanto gli anni '80, ma che c'entra, direte voi. C'entra perché negli anni '80 io ero piccola, e quelle scene di quelle fotografie erano presenti spesso anche a casa mia.
Allora eravamo una famiglia che d'inverno stava bene; poi è arrivata l'estate, siamo diventati grandi (qualcuno vecchio, in verità), e ognuno ha preso la sua strada.

Homesick, 'cause I no longer know where home is...

venerdì 17 luglio 2009

Ricetta tiramisù classico

Note: io preferisco quello con la frutta, ma ovviamente questa è la versione di maggiore successo. Non commettete la sciocchezza di sostituire il cioccolato grattugiato con il cacao in polvere: non potrei mai perdonarvelo.

Preparate una caffettiera da 4 persone di caffè, versatelo in una ciotola o un piatto fondo, zuccherate a piacere, allungate con mezzo bicchiere d'acqua, lasciate raffreddare.
Grattugiate con la grattugia una tavoletta da 100g di cioccolato fondente.
Frullate (con una frusta elettrica alla massima velocità) 2 albumi d'uovo freddi di frigo, in una ciotola fredda di frigo, finché non diventeranno gonfi e sodi, che praticamente se inclinate la ciotola scivolano tutti insieme come un budino. Teneteli da parte.
In un'altra ciotola frullate i 2 tuorli con 4 cucchiaiate di zucchero, e frullate finché i tuorli non diventano spumosi e giallino chiaro. Aggiungete 250 g di mascarpone e mescolate delicatamente, a mano con la forchetta oppure con la frusta a velocità minima.
Aggiungete gli albumi montati a neve mooooolto delicatamente, incorporandoli con la forchetta, con movimenti circolari dall'alto al basso. Non mescolate tanto né energicamente sennò si smontano gli albumi.
Bagnate leggermente su entrambi i lati i savoiardi (compratene una scatola di Vicenzovo, come quantità più o meno è quella, forse vi avanzeranno) e disponeteli in uno strato ordinato in una teglia da forno da 6 persone.
Coprite con metà della crema al mascarpone e sploverizzate con metà del cioccolato grattugiato.
Ripetete la stratigrafia con savoiardi inzuppati, crema al mascarpone, cioccolato grattugiato.

Tenete in frigo per almeno un'ora prima di servire: è più buono freddo, ed inoltre i savoiardi avranno il tempo di ammorbidirsi bene.

mercoledì 8 luglio 2009

Ricetta melanzane alla parmigiana

Note: non vi spaventate! Sembra difficile ma non lo è. E un piccolo sforzo in più sarà comunque ricompensato dalle molteplici qualità del risultato finale: si tratta di un ottimo piatto unico, economico, porzionabile, surgelabile.

Dosi per una teglia da circa 4 persone. E' comunque difficile stabilire le dosi poiché se viene consumato come piatto unico se ne mangia di più.

Preparate 4 melanzane lunghe (o 3 melanzane tonde) come già spiegato per la ricetta della pasta alla Norma. Ovvero:
lavatele e tagliate via il picciolo;
affettatele dello spessore di un cm scarso, questa volta però nel senso della lunghezza; disponetele su un piatto alternando strati di fette di melanzane e una spolverata di sale fino;
coprite con un altro piatto;
disponete sopra pentole, libri, qualcosa che faccia peso;
aspettate almeno un'ora;
eliminate l'acqua scura che si sarà formata e sciacquate le melanzane per rimuovere il sale rimasto.

Infarinate le fette di melanzana e friggetele in 3 dita di olio per friggere, scolatele su carta assorbente, salatele.
Tagliate a dadini una mozzarella e fate sgocciolare su carta assorbente.
Lavate una manciata di foglie di basilico e rompetele a pezzetti.
Stendete uno strato sottile di passata di pomodoro sul fondo di una teglia per 6 persone.
Disponete uno strato di melanzane, uno strato sottile di passata di pomodoro (ovvero qualche cucchiaiata allargata col dorso del cucchiaio), una spolverata di parmigiano grattugiato, mozzarella a dadini, basilico.
Ripetete la sequenza fino ad esaurimento degli ingredienti, avendo cura di NON lasciare per ultimo uno strato di melanzane.
Infornate a 180° per 25 minuti. Servite preferibilmente tiepida.
Buon appetito!

martedì 7 luglio 2009

Delirio @ Coin

Entro da Coin per comprare un vestito già avvistato prima dei saldi. Lo cerco sull'espositore dove lo avevo visto, ma la merce sull'espositore è stata cambiata. Incontro la prima commessa e chiedo:
Ade: Avete spostato Pepe Jeans? Era qui fino a una settimana fa.
Commessa: no, quella è stata tolta dalla vendita perché non va a saldo. L'abbiamo portata in magazzino. Se vuoi qualcosa devi chiederlo alle casse.
Io, sbalordita da tale risposta, mi guardo un po' intorno e a distanza 2 metri vedo un espositore che contiene tutta la roba di Pepe Jeans già vista la settimana scorsa, ma anche di più.

Mi provo l'abito che mi interessa, ma siccome i camerini sono pieni e c'è anche la fila, me lo provo fuori dai camerini, facendo scivolare l'abito di prova sopra l'abito che sto indossando, e poi sfilando quest'ultimo da sotto.
Appoggio l'abito di mia proprietà su di un banco. Passa una signora che comincia a guardarlo, lo gira per le mani, lo tasta.
Ade: no, guardi, quello è mio.
Signora: ah! Ha fatto in fretta lei eh! Ha le idee chiare! E' suo! Ma anche io stavo cercando un vestito bianco!

Infine, mentre mi avviavo alla cassa...
Commessa: allora, li hai trovati i pantaloni che cercavi?
Ade: sì, sì, grazie.

Solo dopo essere uscita dal magazzino ho realizzato che tra la signora e la commessa non si sa chi c'aveva capito di meno. E quindi, se l'ho capito solo dopo, anche io dovevo averci capito il giusto.

lunedì 6 luglio 2009

"Fiat lux"... Mhmhm... 10/10

Niente sarà più lo stesso. Niente, da venerdì sera, quando dopo aver mangiato un ottimo tiramisù di mia preparazione (vorreste la ricetta, lo so), io e Alka ci siamo messi a navigare su internet, un po' a casaccio.
Siamo arrivati, per fortuna o per un disegno divino, alla pagina di Piero Scaruffi.
E' difficile spiegare cosa è Piero Scaruffi. Piero Scaruffi, semplicemente, è.

Abbiamo passato ore a scorrere le sue liste dei migliori dischi, migliori romanzi, migliori dipinti.
Sì, è vero, abbiamo dei problemi, anche noi, a perdere il tempo a codesta maniera. E forse sarebbe stato meglio fermarsi, prima di scoprire che:

#1: Ma chi caspita sono questi Captain Beefheart? Trout Mask Replica?! Il fatto di non averli mai sentiti nominare dovrebbe forse suggerirci qualcosa?!
#2: Revolver, The Beatles, voto 5/10. Si noti che, nonostante sia chiaro che Rolling Stone non c'ha mai capito granché di musica (ché quando uscirono considerava il giusto i Led Zeppelin, tanto per dirne una: a dire che sono validi dopo 20 anni siamo tutti bravi, ma quelli che lo fanno di mestiere dovrebbero capirlo subito quando un musicista c'ha la stoffa!), Revolver è considerato dalla suddetta rivista il disco migliore di sempre.
#3: Il dipinto migliore di sempre, secondo il divino Scaruffi, è Il trittico delle delizie di Hieronimus Bosch. Non è uno dei quadri più famosi al mondo, anche se certo non l'ha dipinto l'ultimo caciottaro sceso dalla montagna. Purtroppo, la cosa inquietante è che è anche il mio dipinto preferito. Sigh.

Si rende necessario, per capire ancora meglio con che soggetto abbiamo a che fare, consultare l'utilissima pagina di Nonciclopedia.

Buon viaggio! %(

venerdì 3 luglio 2009

Matteo Marzotto ospite a Victor Victoria


Si gode in silenzio.
Grazie a Marta Marzotto per l'unica cosa, direi, per la quale deve essere ringraziata.
(Per il resto, citerei Mughini con un semplice ma efficace: madàààààài!)